lunedì 3 luglio 2017

Vasco e cosi' sia

L'ho scoperto appena una settimana prima, e ormai era troppo tardi. I biglietti probabilmente sold out da mesi o in mano a bagarini selvaggi, e io a letto con l'ombelico fasciato.

Cosi' ho passato il sabato sera sul divano un po' a emozionarmi e un po' a rodermi che non c'ero anch'io a quel mega concerto di Vasco a Modena. Io non sono una grande frequentatrice di concerti, anzi, ai concerti ci vado controvoglia e solo perche' qualcuno mi ha comprato il biglietto e mi dice dai andiamo. Faccio una gran fatica a farmi catturare dalla musica, e finisco per annoiarmi bevendo birra tiepida in quei bicchieri di plastica. Poi magari a casa, in solitudine, e' diverso. Ma tant'e'.

Pero' Vasco no. Vasco mi emoziona a casa ma mi emoziona pure dal vivo. Vasco e' la mia storia emotiva dai vent'anni in poi, quando il mio allora grande amore me lo fece conoscere a suon di musicassette (si!) e poi di CD masterizzati.

Vasco e' l'apice di quell'amore e poi della sua rovinosa caduta. Vasco e' luglio nel varesotto ad andare a scroccare la piscina a chi ce l'aveva.

Ma non rimane ancorato ad una storia sola, no. Si ricicla, sempre attuale.

Diventa cosi' bandiera dell'amore piu' tossico - in tutti i sensi - dell'universita' -che in raptus alcolici mi diceva dai ti porto a San Siro a vederlo e poi non mi comprava il biglietto. (Presa dall'emozione l'altra sera sono pure andata a controllare il suo profilo facebook e ho scoperto che ha due figli. Ma pensa.)

Ma Vasco va bene per qualsiasi storia, anche la piu' insulsa -e infatti 'Un senso' arriva al momento di una relazione di cui il senso proprio non si trovava. E la rende subito piu' bella, poetica e colorata, sempre nelle notti varesotte perche' Vasco si sa, con la provincia ci va a nozze.

Vasco cementa le amicizie, e a Imola nel '98 c'eravamo noi, amiche del cuore, tutto il giorno sotto al sole e la notte a dormire nelle aiuole aspettando il treno.

Durante la rottura piu' sanguinosa della mia vita, nel mio neo-affittato bilocale bruxellese, Vasco c'era.

E pure nell'inizio successivo.

Ora e' un po' che non lo ascolto, effettivamente. 'Che vecchie, ci dovevamo organizzare', ho scritto su whatsapp alla mia amica del cuore quella che c'era pure nel '98. Mi ha risposto che anche se vive in Italia l'aveva scoperto tardi pure lei, che glielo aveva detto sua sorella.

In un momento di follia mi sono immaginata a portare Giulia a un suo concerto, quando lui avra' tipo novant'anni - e lei che mi prende per il culo di nascosto con le amiche.

Insomma, viva Vasco e cosi' sia.